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"La Repubblica delle banane"

Con riferimento alle "etichette di facciata", contiene la contro-rassegna sulla stampa nazionale secondo le opinioni dei direttore Mariano Iodice.



 



Sul rispetto del silenzio e il dramma della solitudine Stampa E-mail
"La Repubblica delle banane"
Scritto da Mariano Iodice   
Sabato 19 Maggio 2012 21:11

BOMBA DAVANTI A SCUOLA A BRINDISIIl rispetto del silenzio - Ai "leoni e leonesse" della tastiera: non bisogna per forza sparare commenti (il più delle volte insulsi). Di fronte a certe notizie si sta in silenzio.

Gesti estremi - Ondata di suicidi? Le difficoltà contingenti non ne sono la vera causa. La mancanza di valori e di forza interiore provoca il "crollo" di un uomo fino a gesti estremi. A mio avviso imputare, come si sta facendo da più parti, l'ondata di suicidi al governo (quasi fosse un istigatore a tale estremo gesto) è cosa del tutto fuorviante e, alla peggio, strumentale. Ammetto che si vivono pesanti difficoltà. Che tali gravi disagi siano imputabili al governo Monti, non so. Non sono un tecnico, e nemmeno un tuttologo, quindi non mi esprimo. Parlo però di quello che so.

Il suicidio deriva da uno scollamento estremo dai valori affettivi e della personalità. Oggi l'uomo è sempre più solo. Non ha una fede che lo sorregga. Spesso, troppo spesso, non è circondato e sorretto dall'amore dei familiari più stretti. I valori dell'amicizia non hanno cittadinanza nelle società capitalistiche e materialistiche. Non parliamo dei valori della Fratellanza tra gli uomini che per i più è solo una chimera. Ecco perché a volte, il peso della vita è troppo gravoso per un uomo che rimane drammaticamente solo e soccombe sotto di esso rinunciando alla lotta. Così anche una cartella di Equitalia diventa una condanna alla pena capitale che l'uomo senza più forze interiori forze applica su se stesso.

 
Sulla crisi, italiani depressi e "chiagnulenti" Stampa E-mail
"La Repubblica delle banane"
Scritto da Mariano Iodice   
Mercoledì 25 Aprile 2012 20:33

Tutti i grandi rivoluzionari, e finanche i modesti riformatori, hanno ricevuto, al momento opportuno, fondi per rendere pratiche le loro proposte e la loro azione di cambiamento. Tutti, nessuno escluso. La vecchia saggezza popolare insegna che "senza soldi non si cantano messe". Specialmente in politica. Su Facebook - che offre una illusoria occasione a tutti -, centinaia di riformatori e riformatrici politici e sociali, senza arte né parte e senza dieci euro per fare benzina, gridano alla luna picchiando, come forsennati e forsennate, i tasti di un pc.

Nel contempo cercano di fare proseliti, credendo che un "mi piace" equivale ad un iscritto al loro "fantomatico" partito o movimento , o peggio a un voto. Se è un metodo di autoguarigione - tipo la coperta di Linus - per ansia, complessi di colpa, frustrazioni varie e similari, vada pure. Ma se così non è, consiglio loro di non fare sforzi inutili, o di mettersi a cercar soldi da qualche parte se vogliono combinare qualcosa di pratico. Ammesso che ne siano capaci. Naturalmente qui non abbiamo compreso i "furbetti" che creano partitini per spillare soldi a qualche sprovveduto in cerca di candidature d'occasione.

A me pare che più di un sostegno economico agli italiani serva un sostegno psicologico. Vedo troppi depressi, perdenti e "chiagnulenti" in giro. C'è la crisi? Lo sappiamo. Ma dovremmo essere consapevoli che un uomo si misura nelle difficoltà. Per quanto mi riguarda dalle difficoltà (e ne ho avute a migliaia e di ogni tipo) ne sono sempre uscito meglio di quanto stessi prima. Coraggio, in alto i cuori e lottiamo. Con ogni mezzo.

 
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