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Hyppocratica

Con riferimento alla “Hippocratica civitas” costituita dalla Salerno della reggia arechiana che ospitò l’Orto dei Semplici di Matteo Silvatico, medico attivo nell'ambito della Scuola Medica Salernitana, fiore all'occhiello dell’istituzione medioevale. Contiene notizie sulla sanità e sulle associazioni di volontariato collegate alla salute/benessere della comunità.



"Save the Children", adotta un bambino Stampa E-mail
Hyppocratica
Scritto da Elena Fortuna   
Lunedì 09 Aprile 2012 18:51

Save the Children”. L’organizzazione per la tutela e la promozione dei diritti dei bambini non ha bisogno di presentazioni. Il nome è semplice e significa: “Salva un bambino”. Quindi l’istituzione opera in 100 paesi attraverso 27 organizzazioni nazionali per aiutare i bambini e le loro famiglie in situazioni di emergenza, facendo anche pressione sui governi locali.

I dati di “Save the Children nel mondo”:

1 bambino su 4 vive in estrema povertà;

10 milioni di bambini sotto i cinque anni muoiono ogni anno a causa di malattie facilmente prevenibili;

Oltre 70 milioni di bambini non vanno a scuola;

40 milioni vivono in paesi in guerra o post conflitto.

Considerati questi dati, l’invito è di sostenere a distanza un bambino con soli 80 centesimi, per garantire il futuro e lo sviluppo della comunità. Per info http://www.adozioneadistanza.savethechildren.it/index.php?id_ad_media=4264&id_link=c453afd9b574d743da003ec3422514eb

 

 
A Lecce il Centro di Gravità Permanente - Villa Elena Stampa E-mail
Hyppocratica
Scritto da Michela Maffei   
Giovedì 29 Marzo 2012 20:05

Villa Elena, la storia - Il Centro di gravità permanente ha sede in Villa Elena posta in via Calore 6 di Borgo S. Nicola (Le). Lasciando la città, il viandante e l’ospite, o meglio ancora gli amici, sanno di andare incontro ad un’altra dimensione, quella della campagna. Non abituati, percorrono stradine che celano meraviglie della memoria e delle origini. Un cancello di ferro, semplice e solido, apre il varco verso un mondo che lascia stupefatti, ma con il senso di ritornare a casa.

Qui, allora, il corpo e la mente si immergono nell’abbraccio di un odore fatto di pini marittimi flessuosi e di abeti gentili, con le corolle degli oleandri, tra gli aromi degli eucalipti e delle magnolie che sbocciano in primavera, alternandosi agli iris. D’inverno tace la natura, ma prepotente si riveste d’estate, esplodendo con istinto nei frutti generosi di fichi, cachi, melograni, mentre promettono uguale abbondanza i mandorli, i peri, i meli, aspettando il passaggio del Barone Rampante su per i nespoli, i susini, le piante di mele cotogne, mentre attendono cipressi e rimangono sobri i fichi d’india.

Villa Elena porta il nome della seconda moglie di Pasquale Alceste Carlà nativo di Surbo (Lecce) mentre Elena Letizia era originaria di Palagiano (Taranto). L’investimento venne effettuato nei primi anni ’70 e constava di 4 ettari di terreno dove sorgeva anche un’antica masseria tipica. Dopo la realizzazione di una serie di ville nei terreni circostanti, la masseria stessa fu ristrutturata per la famiglia che vi rimase fino alla fine del decennio. In quella data l’immobile venne ampliato con la realizzazione di 6 appartamenti da affittare in un ettaro di terreno e una parte messa in vendita. Fino al 2006 Villa Elena era divisa tra diversi affittuari, e dal 2011 è la proprietà è tornata in mano ai proprietari.

Il Centro di gravità permanente a Villa Elena - Anna Carlà ed i suoi figli Paola e Davide definiscono Villa Elena come un open space. Questa parola così straniera, evoca, invece, una vicinanza che è tutta racchiusa nell’amore con cui la spiegano. “È un posto dove tutti possono partecipare e soprattutto essere. Questo significa che un individuo arriva qui con la sua passione, con i suoi talenti, ma lascia la sua individualità, per entrare in una rete collettiva che si chiama famiglia o solidarietà”.

Tutti i componenti di questa verde trama familiare sono importanti e sono inclini allo scambio, al mutuo soccorso, al confronto. Sono tutti tasselli di vita che si diversifica in diverse attività che qui si possono svolgere e che arricchiscono l’ordito. C’era una volta, si potrebbe dire. Ma nel Centro di gravità permanente, ciascuno gravita e si colloca nel presente, recuperando il passato e proiettandolo nel futuro.

Ben vengano le ricamatrici, le sarte in laboratori per riscoprire antichi mestieri che curano lo spirito e l’anima e dare nuove opportunità professionali, con i giovani e le donne in primo piano al fine di recuperare talento ed esprimere se stessi e la propria fantasia. L’arte è la cornice in cui si svolgono serate di musica e in cui si inseriscono rapporti di buon vicinato, quando si lasciavano i bambini alla dirimpettaia e si mandava il figlio a mangiare dalla signora che abitava di fronte.

Essere vicini significa condividere e scambiare: c’erano una volta e ci sono i mercatini per l’usato, per il riuso ed il riciclo, per dare un significato concreto alla parola “aiuto” che consiste anche nell’ascolto, perché Anna Carlà stessa dice: “Prima le persone, poi le cose, qui non c’è obbligo, l’obiettivo è stare insieme”.

Nel Centro di gravità permanente trovano stabilità le attività di rispetto per l’ambiente e di economia eco-sostenibile come le antiche tecniche per fare i detersivi in casa; gravitano anche iniziative di buona cucina tradizionale derivata dalla nonna, arrivando a cuocere il pane su cui spalmare la marmellata fatta in casa; altresì si concentrano gli sforzi per coltivare un orto comune.

C’era una volta è il passato. C’è ed intende esserci una volontà fatta di piacere e gioia che può venire fuori da corsi di yoga, buddismo, meditazione per la consapevolezza. Tra eventi, giornate dedicate al cinema e cortometraggi, in questo open space chiamato Villa Elena, in questo Centro di gravità permanente, si rinnova un’energia che non è una favola, ma ha la densità della poesia, perché è scambio di energie, all’insegna del volontariato, nell’accezione di volontà messa in comune.

 
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