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“Siamo figli di mezzo della storia, non abbiamo né uno scopo, né un posto, non abbiamo la grande guerra, né la grande depressione. La nostra grande guerra è quella spirituale, la nostra grande depressione è la nostra vita. Siamo cresciuti con la televisione che ci ha convinti che un giorno saremmo diventati miliardari, divi del cinema, rock star…. Ma non è così e lentamente lo stiamo imparando e ne abbiamo veramente le palle piene!”(cit. dal film: “Fight club”).
Il 2011 sarà senz’altro un anno che nessuno dimenticherà! Un anno segnato dalla grande crisi globale che ha messo in ginocchio tutto l’apparato finanziario e il sistema capitalistico. Una crisi forte e pesante che si distingue da tutte le precedenti, compresa quella del 2008 a cui molti l’hanno paragonata. Le origini sono diverse: nell’autunno 2008, quando l’economia improvvisamente volse al peggio, tutti temevano una seconda grande Depressione come quella degli anni ‘30. Si temeva che lo “stopparsi” dell’economia potesse portare ad una sfiducia tale che ripercorresse gli scenari di quel terribile decennio dell’anteguerra. Ciò non è successo anche perché la crisi del 2008 cominciò dal basso, dagli ottimisti che compravano le case grazie ai prestiti delle banche.
Questa crisi, invece è cominciata dall’alto: i vari governi non hanno saputo stimolare le loro economie, hanno gradualmente perso la fiducia delle comunità finanziarie. La crisi che ci ha investito è stata non solo economica, ma anche di valori, dove a caro prezzo, tutti stiamo capendo che non è possibile immolare, in nome del dio profitto, la vita delle persone. Testimone di questo nuovo pensare è il movimento nato all’interno dell’anno appena andato: quello degli indignatos. Ribelli verso un sistema che vede solo l’1% della popolazione mondiale arricchirsi a spese del restante 99%. In questo momento storico, per i più, il problema maggiore sono gli eccessi introdotti nel sistema e non il sistema stesso.
L’anno 2011 oltre alla crisi finanziaria ha visto tanti, forse troppi disastri: da quello di Fukushima con l’esplosione della centrale nucleare alle violente alluvioni di Genova e Saponara o a quella del Brasile che ha causato oltre 803 morti e 14.000 sfollati. Un anno segnato dalle morti di grandi personaggi. Come dimenticare la recente scomparsa di Giorgio Bocca, giornalista e scrittore tutto made in Italy , dalla personalità complessa a livello politico o del grande imprenditore, informatico e inventore statunitense Steve Jobs noto al grande pubblico per aver introdotto il primo personal computer con il mouse (Apple Lisa) e poi prodotti di successo quali iPod, iPhone e iPad?
Un anno difficile, sicuramente, ma anche ricco di scoperte da un punto di vista meramente scientifico che con i risultati, che se confermati, potrebbero mettere in discussione le regole della fisica cristallizzate dalle teorie di A. Einstein, secondo le quali niente può superare la velocità della luce. È questo l’anno degli avvistamenti che attraverso il satellite astronomico Kepler della Nasa ci hanno permesso di osservare nuovi sistemi solari attorno ad altre stelle della nostra galassia, alcuni con pianeti che circolano intorno alla stella madre con modalità estranee al nostro sistema solare; o ancora possiamo, anzi dobbiamo ricordare anche le preziose scoperte della biogenetica che pian piano stanno conducendoci all’elaborazione di un elisir di lunga vita e di eterna giovinezza.
In qualunque caso l’anno appena trascorso sarà ricordato dai molti, se non da tutti “non pretendiamo che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose. La crisi può essere una grande benedizione per le nazioni, perché la crisi porta progressi. La creatività nasce dall’angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura…. Finiamola una volta per tutte con l’unica crisi pericolosa, che è la tragedia di non voler lottare per superarla!” (cit., A. Einstein, “Il mondo come lo vedo io”, 1934).
L’unico augurio che ci si possa fare è che vengano, quindi recuperati quei valori, quei sentimenti che hanno portato l’animale uomo a creare “La Differenza”, che il vile denaro sia, per tutti solo un mezzo e non un fine per costruire quel mondo come lo vedremmo o vorremmo tutti (o quasi!). Vi auguro e mi auguro di essere, dovunque ci troveremo, un segno di meraviglia e di contraddizione: buon 2012 e che i giochi abbiano inizio! |