mag
20
2012

Newsletter

Iscriviti alla newsletter, sarai aggiornato sui comunicati stampa della redazione e le promozioni dei nostri partner.
l'Avare

Con riferimento a “L'avaro”, commedia in cinque atti scritta nel 1668 dal commediografo francese Molière. Contiene notizie di Economia e Finanza.



Italia come la Grecia: crescono i monti dei pegni Stampa E-mail
l'Avare
Scritto da Michela Maffei   
Lunedì 09 Aprile 2012 10:15

banchi dei pegni

Gli ori di famiglia un tempo erano un ricordo sotto forma di grazia con perfino un valore economico d’investimento. Oggi sono merce di scambio per la sopravvivenza.

Se ci guardiamo intorno, in molte città italiane, come ad esempio Montecorvino Rovella (Sa), aprono a distanza di un isolato i negozi in cui si può portare l’oro considerato vecchio che viene acquistato al grammo.

Ma l’oro invecchia? Non era un nobile metallo, che dall’antichità si cerca di commutare da leghe più vili tramite l’alchimia ed il miraggio della pietra filosofale? Eppure custoditi in cofanetti screziati, in cassetti di stanze matrimoniali, nel portagioie carillon, i braccialetti del battesimo, gli anelli della nonna, sembrano sempre uguali.

In Grecia le attività imprenditoriali falliscono ogni giorno, mentre le buste paga vengono tagliate. Mentre l’economia è al collasso, prosperano i banchi dei pegni che riciclano. Il New York Times, riporta che nel 2011 è stato registrato presso le competenti autorità il 90% dei 224 banchi operanti a livello nazionale.

Nella capitale Atene il quartiere Omonia è la sede dove si concentrano i banchi dei pegni. Che secondo le autorità sono spesso evasori fiscali tanto che le casse delle Stato ci rimettono circa 15 miliardi di euro l’anno.

L’Italia è sulla stessa scia? Le gente vende catenine sottili, parure cesellate, per raggranellare quel poco necessario a pagare una bolletta, una rata, una spesa al supermercato. A Napoli presso lo storico Monte di Pietà i nuovi clienti hanno impegnato oggetti preziosi, ma sempre di più i vecchi utenti riscattano l'oggetto per venderlo alle agenzie di compravendita dell'oro.

Un grammo da 18 carati vale circa 42 euro, quotazioni da capogiro (fino a due anni fa un grammo era valutato 13-14 euro). G. di 50 anni ha venduto per disperazione, senza lavoro, con due figli. Fioriscono anche i franchising al motto di acquisto professionale, ma sembra più un affare sulla disperazione.

 
Bellizzi (Sa), forum Legislazione in materia di “accertamenti fiscali” Stampa E-mail
l'Avare
Scritto da Administrator   
Mercoledì 21 Marzo 2012 15:03

Continua l’attività di Confesercenti Bellizzi sul territorio, nei temi dell’offerta di consulenza e approfondimento tecnico-professionale. Per il giorno 23 marzo, alle ore 16.30 presso l’Aula Consiliare del Comune di Bellizzi (Sa), è fissato un Forum sul tema” Legislazione in materia di “accertamenti fiscali” correlati agli “studi di settore”.

Dopo i saluti del sindaco Pino Salvioli, seguiranno gli interventi di Maurizio Montoro, Andrea Quercia, Anglo Maddalo (assessore al Bilancio e Finanze del Comune di Bellizzi) e di un rappresentante di Equitalia Spa. Modererà il dibattito il giornalista Mariano Iodice.

Ecco le dichiarazioni di Pasquale Ruggiero, presidente di Confesercenti di Bellizzi: “Questa è la prima iniziativa unitaria nel territorio sul delicato e sentito argomento. La tematica dell’incontro, perorata da tutto il tessuto commerciale ed imprenditoriale del territorio salernitano, è frutto di un corrente clima vessatorio, di un confronto e di una convergenza continuamente ricercata tra le parti interessate e mai trovata, favorita anche da scelte quantomeno opinabili e comunque non da tutti condivisibili assunte dal Governo in materia fiscale.

Per questo il malumore sociale si inasprisce, non solo contro gli ulteriori appesantimenti fiscali, ma anche contro il sistema dei controlli, che sta sconfinando addirittura alla prevaricazione, violando, come ultimamente denunciato anche dal Garante per la privacy, lo Stato di diritto. Basta con le campagne di attacco e di denigrazione contro le PMI, basta con i controlli ingiustificati e alla caccia del consumatore senza scontrino fiscale.

Intanto gli evasori, tanti e spesso non conosciuti, creano un clima di illegalità tollerato, che fa perdere sempre più la fiducia nelle Istituzioni e danneggiano pesantemente le imprese che le tasse le pagano.

Agli Organi di vigilanza fiscale si chiede di dare un preciso e deciso ridimensionamento almeno nelle modalità dei controlli, dove gli studi di settore sono ormai diventati sempre più una cassa continua dove prelevare fondi necessari a far quadrare in parte i conti pubblici.

A tal proposito non si può pensare che tutti siano dei possibili o potenziali evasori fiscali, poiché tutti hanno, in un Stato democratico, il diritto di essere rispettati e non di essere sospettati a priori.

Alle Istituzioni si chiede di fare un passo indietro, di rinunciare ad inaccettabili forzature sugli studi di settore e di attuare rapidamente i più volte promessi provvedimenti di semplificazione fiscale. Le PMI hanno voglia di investire, di innovare, di diventare più competitive anche sui mercati internazionali.

Se non si creano tutti i presupposti per questo, si aprirà una fase di lunga e dura conflittualità che porterà alla deriva molte delle PMI esistenti, con la grave conseguenza della perdita di moltissimi posti di lavoro.

Ritengo invece apprezzabile l’interessamento di alcuni parlamentari, che dimostrano competenza, assenza di pregiudizi e sensibilità verso le PMI e che avanzano la richiesta di “non comportarsi come un tribunale dell’inquisizione”. Questi parlamentari hanno capito che se vengono messe in croce le PMI si mette in crisi l’intero sistema economico italiano e che si rischia di colpire la più efficace fonte di occupazione del paese. Per questo non si ritengono sufficienti le iniziative del Governo Monti sulle PMI, perché il vero problema è quello di definire un prelievo giusto ed equo per tutti”.

 
«InizioPrec.12Succ.Fine»

Pagina 1 di 2