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Emozioni tra arte, musica e parole hanno caratterizzato “Viaggio nel mondo dell’arte”, serata che ha avuto come protagonista l’arte dello scultore, grafico e pittore Pier Francesco Mastroberti (nella foto)al Punto di Porta Rotese, 14 a Salerno.
L’artista, nato a Satriano di Lucania, salernitano di adozione, dal 1970 ha lavorato come medico ospedaliero a Salerno, presso il reparto di Anestesia e Rianimazione: la sua arte si rivela versatile nei vari temi affrontati nelle sue opere, spaziando tra argomenti universali e religiosi ed esprimendosi nella pittura figurativa, nel disegno, nella grafica ad acquarello, fino alle vignette e caricature e alla scultura in gesso, terracotta, tufo e bronzo.
L’artista ha esposto le sue opere in Italia e all’estero, come nel 2004 al “Salon des artisans d’art” Parc des expositions, Tolouse e nel 2006 al Grand Marchè d’art contemporain, Place de la Bastille, a Parigi; tra le opere più significative ricordiamo il “Padre Pio Confessore”(2001) esposto nell’area dell’ospedale di San Leonardo, il “Padre Pio con i bimbi”, un pulcinella in terracotta, esposto l’anno scorso nel “Museo di Pulcinella”, “La vittoria alata” e il Cristo in bronzo “Il grido” di proprietà del chiostro dei frati cappuccini a Salerno.
È stato anche autore della scultura “Lumen et magister”, premio legato, dal 2003, alle Giornate della Scuola Medica Salernitana. Quest’incontro culturale così emozionante, di martedì 10 aprile, è stato promosso dall’A.M.Ar.S, associazione fondata da Pino Iagulli nel 1994 che raccoglie intorno a sé un nutrito gruppo di medici salernitani, che si esprimono in vari ambiti artistici, come pittori, scultori, scrittori e musicisti - di cui è socio fondatore anche Pier Francesco Mastroberti - che rappresenta “il braccio culturale e non professionale dei medici”, come Iagulli stesso l’ha definita, promuovendo l’arte come “generatrice di salute e di emozioni positive”.
La serata, organizzata in modo magistrale dalla Dott.ssa Matilde Mastroberti, ha visto una notevole partecipazione di pubblico, che ha assistito alla pregevole esecuzione di brani del repertorio jazz, del gruppo salernitano Zeta Zeta Quintet. Il gruppo musicale è sorto alcuni anni fa ed è costituito da musicisti di grande fama conosciuti ormai da tempo, quali Alfredo Verrengia al contrabbasso, Clemente Gaeta alla tromba e al flicorno, Giuseppe Infante al piano, Giovanni Luciano alla batteria. Attraverso le note e la meravigliosa voce della cantante Patrizia Bisogno, lo ZetaZeta Quintet ha accompagnato per mano gli spettatori lungo sentieri suggestivi di emozioni vivide creando un’atmosfera di intensa partecipazione emotiva.
Il suono degli strumenti aleggiava nella sala in cui erano esposte le opere di Mastroberti e sembrava avvolgerle in un abbraccio di sensazioni bellissime: le figure scolpite erano assorte in momenti di stasi dell’anima, in forme abbozzate, curve per la stanchezza, in cui le ombreggiature rivelano una sorta di penetrazione del sé. Le statue in bronzo tendono verso l’alto e innalzano verso il cielo il loro grido di dolore per cercare una risposta e un equilibrio per mantenerlo nella propria anima. Le opere pittoriche, come “Ballerina”, rappresentano figure spesso viste di spalle, in cui le linee morbide del vestiario rimandano ad un sapore antico. Particolare suggestione suscita la raffigurazione plastica del Cristo, al centro della sala, che sembra appoggiarsi ad un crocifisso invisibile, mentre il grido della sofferenza inaudita e inaudibile lascia tracce nel mondo di ognuno di noi.
Interessanti sono stati nel corso della serata gli interventi poetici di Rosaria Zizzo, Nadia Farina, Geppino Lauriello e Mario Senatore, mentre i “siparietti” di Maurizio Pintore che ha raccontato una serie di divertenti aneddoti hanno creato un’atmosfera allegra tra gli astanti. |